di Capitan Fracassa
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Siamo ancora in sella!
Dopo un avvio altalenante la navigata formazione pontina rientra in porto con la conquistata permanenza in serie C
Quest’anno ai blocchi di partenza non era ancora chiarissimo se dovessimo puntare alla promozione in serie B o ad un tranquillo girone di stabilizzazione in serie C, lontano dal fondo.
Come spesso capita, i valori annunciati sulla carta vanno poi confermati sulla scacchiera. Soprattutto preoccupa la “lista corta” di sette giocatori di cui il neo-maestro Adriano Lelli in prestito solo per il primo turno, il CM Luigi Andriulo disponibile solo per il sabato, Sindoni e Pasqualucci neanche in lista col beneficio del dubbio. A Vincenzo Coccia ancora una volta verrà chiesto di colmare i buchi e dare qualche turno di respiro ai titolari, cosa che farà puntualmente.
Il 1° turno in teoria dovrebbe essere una passeggiata di salute, poiché schieriamo un Maestro e un Candidato Maestro nelle prime due scacchiere, ma Albert Artissi, classe 2010, con un punteggio dichiarato di 1729 non è d’accordo col pronostico e mette in scena il remake de “La febbre del Sabato sera” facendo un brutto scherzo alla nostra 1ª scacchiera. Come si capirà meglio nel seguito del torneo infatti Albert è uno dei tanti giovani prodigio, che resterà imbattuto fino all’ultimo turno, dove incapperà nella sua nemesi perdendo un finale di Donna e Torre contro due Alfieri e pedone in settima che trascinerà verso la retrocessione la Quattro Torri. Quando si dice la potenza della coppia!
La Vittoria di Matteo comunque e il pareggio di Vincenzo lasceranno a capitan Fiorini l’arduo compito di chiarire la situazione, togliendo a Sabina Artissi, quanto sottratto dal di lei fratello in prima scacchiera. Portando a casa il punto decisivo, i commenti fieri del capitano gli tributeranno l’ironico appellativo di “Vittorio il vittorioso”.
2° turno - Il sabato mattina ci aspetta il “turno facile” contro Scacchi-Aniene Tivoli. Purtroppo però, come abbiamo constatato partita dopo partita, la disabitudine al gioco a tempo lungo ci penalizzerà molto rispetto a giocatori più giovani e più allenati. Matteo in prima scacchiera è l’unico che ci permette di guardare con ottimismo al futuro. Ma come ci spiegherà nella classica “pausa dello scacchista” alla tavola calda, la qualità e due pedoni di vantaggio lo costringeranno alla paralisi posizionale. Da qui in poi i due giocatori inizieranno un simpatico siparietto “Vinci tu!” “Ma no, dai vinci tu!” che si protrarrà per cinque mosse consecutive in cui l’ago della bilancia oscillerà vorticosamente a favore dell’uno e dell’altro. Alla fine non arriverà nulla più della patta.
Il capitano della squadra avversaria, constatata la vittoria in terza scacchiera e in virtù del fatto che sia io che Luigi non potevamo ambire a nulla più della sconfitta, chiederà ai nostri avversari di offrire una patta fairplay per mettere al sicuro il risultato.
Dubbi sulla scelta del capitano avversario, perché onestamente la mia posizione si vinceva da sola, dove lo Sgriguoli ha un finale di donne con due pedoni passati intenzionati a vincere il palio di Siena.
Quei due mezzi punti lasciati in offerta Caritas sulla scacchiera ne avrebbero potuto decretare la retrocessione nello spareggio tecnico, come sembrerebbe dalla schermata qui accanto, screenshottata dal non aggiornato sito della Federscacchi. Ma è un’illusione ottica. In realtà a contare sulle dita Quattro Torri ha Quattro punti
Il 3° turno ci vedeva amareggiati, stanchi e demoralizzati a contrastare l’ascesa di Lazio Scacchi rimpolpata di giovani leve, come da tradizione. Il morale non è dei migliori. Io e Fabio ci troviamo di fronte i giovani fratelli Giri, non si sa se imparentati con il noto GM. Il mio avversario mi impegna in una delle varianti principali della difesa Francese, una difesa che non ammette compromessi. All’8ª mossa, quando siamo ancora in piena teoria, il mio avversario ha una presunta crisi catatonica, resta immobile davanti alla scacchiera per 20, 30, 40 minuti bruciando metà del suo tempo.
Siamo indecisi se resettarlo tentando il più classico degli “spegni e riaccendi” o se aspettare ancora un po’ in attesa del suo “Ah perché tocca a me?”. Un'altra ipotesi che mi passa per la testa (tanto tempo per formulare ipotesi assurde ne ho) è che sia una specie di sindrome di Asperger e che stia calcolando tutto fino alla 60esima mossa.
Alla fine la partita riprende e il mio avversario inizierà a pressarmi, in una variante in cui l’arrocco corto richiede nervi d’acciaio e concede un buon attacco al bianco.
Matteo in prima ancora una volta si vede bloccato in un pareggio, l’avversario di Luigi inizia ad accusare la stanchezza e comincia a smaniare per avere anche lui una patta come il suo vicino. Fabio nel frattempo credo stesse recriminando (nel testo originale non era proprio “recriminando” la parola…) per avere fatto una mossa da lampista che gli ha fatto sfuggire una continuazione vincente che aveva pure visto. Credo fosse questa la partita. Come molti scacchisti sanno, al giocatore spesso capita di incepparsi su un punto chiave di una partita chiave e di ripeterlo all’infinito. Comunque, ricapitolando: dilapidata la chance di vincere in 4ª, con un anziano signore in 2ª che frignava per ottenere anche lui una patta, avendo io (dopo aver sudato quattro camicie) recuperato una posizione disperata ed essendo anche il mio avversario in zeitnot, il capitano, in assetto manageriale convocava in disparte il capitano avversario e concordava una patta sincronizzata sulle rimanenti scacchiere. Il mio giovane avversario titubava ancora un po’, consapevole di aver sciupato. I suoi vicini di scacchiera stentavano a constatare come questo giovane dissoluto avesse sperperato senza criterio tutto il suo vantaggio. Le valutazioni (e la miopia) di chi analizzava da bordo campo davano giudizi ambivalenti, (“Ma perché hai proposto il cambio delle donne? Vincevi…”), ma probabilmente potete farvi un’idea da soli della effettiva bontà della posizione del nero nel diagramma qui accanto. Alla fine si deciderà per la spartizione della posta che consentirà al Dragone un altro passettino verso la salvezza
4° Turno - Domenica mattina. Ci aspetta la Scuola Popolare di Roma del mitico Corrado Astegno che finora ha sbaragliato tutti i suoi avversari con ampio margine. Abbiamo tre punti, non il top dell’ottimismo, ma dobbiamo giocarci bene le nostre carte. Cerchiamo di gestire le energie con il turnover e mi trovo in seconda scacchiera a giocare con il nero ancora una Francese variante Winawer. Ma proprio mentre mi chiedo che diavolo sta inventando il mio avversario con le premature h3 g4, il capitano dietro le quinte inscena un altro colpo da maestro: mette nel carniere 2 succosi punti senza spingere nemmeno un pedone, accettando la proposta di “patta di squadra” che permette alla Popolare di blindare il primo posto e a noi di riposare e avviarci al turno decisivo con relativo sollievo.
Nella pretattica del 5° turno speravamo che Le Tigri dello Steinitz avessero placato la loro fame contro Quattro Torri, invece, avendo perso, si presenteranno allo scontro tra le Tigri e il Dragone più agguerriti che mai.
Se nel primo turno Fiorini aveva potuto constatare che la somma degli anni degli avversari non raggiungeva la sua età, qui invece lo scontro è tra scacchisti ben più stagionati. Il nostro atteggiamento è abbastanza stabile ormai, sia per il margine di vantaggio che a causa della carbonara gentilmente offerta dalla ditta Vigile.
Sappiamo che ci basta pareggiare, ma non vogliamo sottovalutare i nostri avversari. Fiorini è il primo a pattare, mentre io difendo l’ennesima variante minore della Winawer per la quarta volta con il nero. Alla mia destra Fabio Napoli sta imbastendo un convincente attacco contro la siciliana, con il tematico assalto pedonale sul lato di Re. La posizione di Matteo appare più indecifrabile. Una moderna parecchio “attufata”. Nella mia partita mi chiedo se l’ambiziosa impedonatura sulla colonna h che mi sono accollato è sufficientemente compensata dal mio alfiere campo-scuro. Fortunatamente la vittoria in brillante stile di Fabio non si farà attendere e a quel punto, offro una patta inutile al mio avversario. Loro devono provare a vincere, ovviamente, nulla di personale. Con il tempo però, le manovre del bianco per mangiare il mio pedone doppiato mi permettono di imbastire un credibile controgioco sull’ala di donna. Prendo il coraggio a due mani e gioco per l’attacco. Sento la stanchezza di un avversario sfinito, che perde lucidità ad ogni mossa e decido di non accontentarmi di un finale con un pedone di vantaggio. La vittoria arriverà di li a poco, complice l’ennesima svista del mio avversario che aprirà la strada ad un matto imparabile.
A questo punto i giochi sono fatti, siamo già a 2,5, la vittoria è assicurata, ma Matteo torna nella modalità “spolpaossa” e decide di fare lo scalpo a Nicolini, sacrificando una qualità che toglie ogni controgioco all’avversario costringendo gli arbitri a fare gli straordinari. Risultato finale 3,5-0,5.
Il Dragone rimane in serie C!
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